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STORIA

La Biblioteca popolare "Petrarca" rappresenta, per il suo carattere e per le sue finalità per la più larga diffusione della cultura, la degna continuatrice dell'opera iniziata da Antonio Bruni che, nel 1861, aveva fondato in Prato la prima biblioteca popolare italiana. Le basi per la costituzione della "Petrarca" si gettarono per iniziativa dello studente universitario fiorentino Ferdinando Ricci agli inizi del 1916, con l'invio di un pubblico appello a vari enti, autorità, case editrici, librerie e privati. A questo appello risposero in molti, aderendo con parole di plauso e di incoraggiamento, offerte e doni di libri. La stampa pure si occupò della nascente istituzione, ne parlarono a più riprese "La Nazione" e il "Nuovo Giornale" di Firenze, i periodici "La Patria" e "L'Amico del Popolo" di Prato. Ben presto la biblioteca, salutata dalle più calde approvazioni, cominciò a funzionare: era il 15 luglio 1916. Inizialmente la "Petrarca" contava un centinaio di opere, ma con il passare degli anni, sotto l'opera costante e laboriosa del Ricci, aumentava il proprio patrimonio librario. A scopo conoscitivo e propagandistico la biblioteca pubblicò nel 1918 il numero del notiziario "Cultura e Popolo" a cui collaborarono noti scrittori, quali Piero Barbera, Licurgo Cappelletti, Giuseppe Lesca, Ettore Corzani e Mario Foresi. Nel marzo 1919 vide la luce il "Regolamento e Catalogo", seguito da un aggiornamento nel 1934.

Storica

Fin dalla sua nascita la Biblioteca ha promosso diverse iniziative. Subito dopo la prima guerra mondiale venne istituita una scuola serale gratuita con corsi di cultura popolare con proiezioni. Seguirono negli anni trattenimenti teatrali, mostre di pittura, concerti, concorsi di lettura per bambini, proiezioni cinematografiche, cerimonie commemorative, concerti musicali, feste del libro, mostre di pittura e fotografiche, gite didattico-ricreative, conferenze, ecc. Un intenso lavoro che ha fruttato alla biblioteca alcune onorificenze molto significative quali il Gran Premio con Medaglia d'Oro e Diploma d'Onore all'Esposizione Umbro Toscana del 1920, Medaglia d'Argento del Ministero della Pubblica Istruzione al Concorso fra le Biblioteche Popolari del 1921 a Milano, Gran Premio "Fedelissime" al concorso del ventennio dell'Ente Nazionale Biblioteche Popolari del 1953 a Roma, Premio Speciale del "Rotary Club" di Prato nel 1962, Medaglia d'Argento dell'Azienda di Turismo di Firenze nel 1966 per i "50 anni di attività", Targa d'Onore con 1° Premio al V Concorso Comitive alla Fiera di Padova nel 1966, Premio dell'Ente Nazionale Biblioteche Popolari e Scolastiche di Roma nel 1973, "Gigliato d'Oro" dell'Amministrazione Comunale di Prato nel 1986 per i "70 anni di vita". Durante il periodo della seconda guerra mondiale la biblioteca sopportò danni e saccheggi e, situata nei pressi delle scuole elementari del paese, venne trasferita nell'abitazione del fondatore Ricci, il quale dovette restaurare e rimettere in efficienza volume per volume di quanto era rimasto. Furono necessari due anni per riportare la "Petrarca" al suo antico efficiente valore. Una triste parentesi per la biblioteca si verificò con la scomparsa del fondatore Ferdinando Ricci avvenuta il 10 luglio 1971. Per sua volontà, di fronte all'età avanzata e alle precarie condizioni di salute, la "Petrarca" era stata affidata, già dal gennaio dello stesso anno, a sedici persone del luogo, per lo più i "fedelissimi", che lo avevano incoraggiato e sostenuto nel condurre l'istituzione. Le "volontà" del fondatore furono formalizzate giuridicamente con atto notarile nel 1975. Dopo la scomparsa del Ricci, la biblioteca fu costretta a lasciare la sua abitazione, dove era stata ospitata per 27 anni, trovando una sistemazione presso i locali di proprietà della Cooperativa Immobiliare per lo Sport, la Ricreazione e la Cultura di S.Ippolito di Vernio. Ma lo spazio a disposizione risultò subito molto carente e iniziarono trattative per destinare alla "Petrarca" l'edificio dell'ex oratorio della Compagnia del SS. Nome di Gesù in piazza del paese. Dopo anni di duro lavoro, per il restauro e la ristrutturazione di questa costruzione di origine seicentesca totalmente in stato di abbandono, nel 1990 la biblioteca riuscì finalmente ad avere una sede consona e dignitosa per il disbrigo delle proprie funzioni.

 

IL FONDATORE

Ferdinando Ricci nacque a Firenze il 10 marzo 1897 da un'antica e agiata famiglia fiorentina: il padre, Vittorio Giuseppe Ricci, era avvocato, mentre la madre, Maddalena Gualtieri, apparteneva ad una nota e stimata casata di Vernio (era figlia di Carlo, gonfaloniere e sindaco del paese). Proprio la madre possedeva a S. Ippolito di Vernio una villa settecentesca e qui, la famiglia Ricci, trascorreva il periodo estivo. Dopo aver frequentato il liceo classico presso le Scuole Pie Fiorentine, Ferdinando ottenne il diploma di maturità al "Cicognini" di Prato. Iscritto alla Facoltà di Legge dell'Università di Siena, interruppe gli studi per l'entrata in guerra dell'Italia contro l'Austria. Passato alla scuola allievi ufficiali di Caserta, prese parte alla Grande Guerra con i gradi di sottotenente. Fu combattente nel Trentino e poi sul Carso dove, nell'azione del 04 giugno 1917 sull'Ermada, rimase ferito e cadde prigioniero. Venne internato nel campo di Mauthausen e dopo poco rimpatriato. Nel 1918 promosse a S. Ippolito una riuscitissima Fiera di Beneficenza pro-prigionieri di guerra. In occasione del II congresso delle Biblioteche Popolari, tenutosi a Milano nel 1919, incontrò Ettore Fabietti, segretario della Federazione medesima e illustre studioso, il quale lo volle con sé. E con Fabietti lavorò presso l'Unione Italiana dell'Educazione Popolare con incarichi di carattere editoriale. A Milano rimase fino al 1930, non dimenticandosi però della biblioteca, che riforniva continuamente di libri e riviste. Nel 1925 il Ministero della Pubblica Istruzione gli assegnò la Medaglia d'Oro con Diploma di Benemerenza di I Classe "per gratuite prestazioni straordinarie a vantaggio della pubblica istruzione". Dal 1930 in poi si stabilì definitivamente a S. Ippolito, dedicandosi esclusivamente alla Biblioteca. Il 3 febbraio 1941 venne nominato Ispettore Bibliografico Onorario e, con decreto 2 giugno 1959, Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 1961 gli fu conferita la "Stella della Bontà" al 17° Premio nazionale della Notte di Natale-Fondazione Angelo Motta di Milano. Sempre per meriti conseguiti per la diffusione della cultura venne nominato nel 1965 socio dell'Accademia Tiberina e dell'Accademia "i 500" di Roma. Nel 1966 gli assegnarono il Premio Nazionale "Tetadramma d'Oro" di Roma e, con decreto 27 novembre 1969, venne nominato Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Incessantemente continuò la sua opera fino alla morte, avvenuta il 10 luglio 1971.

LA BIBLIOTECARIA

La figura femminile che lavorò a fianco del giovane Ferdinando Ricci per creare la Biblioteca fu Lydua Pasquinelli. Infatti la prima sede della "Petrarca" si trovava nella sua abitazione, nella località "La Fortezza" di S. Ippolito di Vernio, dove Lydua svolse la funzione di bibliotecaria dal 1916 al 1926. In particolar modo, durante il periodo bellico e il soggiorno milanese del Ricci, condusse da sola l'istituzione distribuendo e catalogando i libri e le riviste che il fondatore le inviava dalla città lombarda. Lydua era nata a S. Ippolito di Vernio nel 1897 (quindi coetanea di Ferdinando) da Olinto Pasquinelli e Faustina Stefanacci che, oltre a lei, avevano altri due figli: Cesare Luigi (detto Giotto) e Alessio. Per poter studiare Lydua si trasferì a Prato, ospite nella casa di amici di famiglia, ma dovette interrompere le scuole superiori per tornare a S. Ippolito ad accudire gli anziani genitori, quando entrambi i fratelli partirono per il fronte. In qualità di bibliotecaria firmò nel 1918 una circolare pro-biblioteca con lo scopo di raccogliere fondi e libri. Assieme a Ferdinando Ricci, con cui ebbe un legame sentimentale durato una decina d'anni, redasse il regolamento e il catalogo della Biblioteca che fu pubblicato nel 1919.

I PRESIDENTI

RUGGERO BECHERINI è stato Presidente della biblioteca dal 1971 al 1991. Nato a S. Ippolito di Vernio, primo di sette fratelli, già all'eta di undici anni inizia a lavorare presso il cantiere della linea ferroviaria della "Direttissima". Partecipa alla Seconda Guerra Mondiale nel 38° Stormo della Regia Aeronautica con oltre duemila ora di volo, delle quali duecento in azioni di guerra nei cieli del Mediterraneo. Nel Dopoguerra si adatta a fare ogni genere di lavoro: dal ciabattino all'ortolano ambulante, dal fornaio al tessitore. Ma per la sua vena poetica si colloca sicuramente fra i personaggi più rappresentativa del folclore locale, animando con i suoi versi in ottava rima le feste tradizionali dell'Alta Val di Bisenzio. Da sempre amico del fondatore della "Petrarca" Ferdinando Ricci, con lui collabora attivamente in molte iniziative socio-culturali e, nel gennaio 1971, viene eletto, alla presenza dello stesso Ricci, primo Presidente del consiglio direttivo della biblioteca. Di lui è stata pubblicata la raccolta di "Poesie estemporanee - ricordi di una vita".

 

CARLO POLI, nato a Vernio nel 1934, è succeduto a Ruggero Becherini come Presidente del consiglio direttivo della biblioteca nel gennaio 1992 ed è rimasto in carica con passione e dedizione fino al 22 novembre 2010, giorno della sua morte.

 

PINI GIOVANNI, è succeduto a Poli Carlo come Presidente del consiglio direttivo della biblioteca nel 2010 ed è attualmente in carica.

 

 

   
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